Adolescenti intelligenti: intervista in diretta su RSI – Rete 2, lunedì 10 agosto 2016 ore 18.00

Lunedì 10 agosto alle 18.00 sulla Radio Svizzera – Rete 2

Gustavo Pietropolli Charmet parla del suo nuovo libro Adolescenti intelligenti (Mimesis edizioni).

Per ascoltare l’intervista in diretta:

https://www.rsi.ch/audio/rete-due

Appena possibile pubblicheremo il podcast.

 

 

 

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Giovani dallo psicologo, Charmet: «È la prima generazione ad andarci di propria volontà»

Intervista a cura di Manuela Porta pubblicata su corriere.it mercoledì 5 agosto 2026 in occasione dell’uscita del libro Adolescenti intelligenti (Mimesis).

 

Si raccontano in un modo nuovo, senza timore di aprirsi, di interrogarsi su chi sono, cosa sentono, dove vogliono arrivare. Gustavo Pietropolli Charmet, psichiatra e psicoterapeuta, esperto dell’età dello sviluppo e dell’adolescenza, fondatore dell’Istituto Minotauro di Milano, nel suo ultimo libro Adolescenti intelligenti (Mimesis), fotografa una generazione che ha imparato a pensare con la propria testa, affrontando grandi trasformazioni sociali come quelle legate all’identità e ai cambiamenti dei ruoli familiari.

Professore, definisce gli adolescenti «intelligenti esploratori della mente». Chi sono questi nostri nuovi figli e cosa li ha portati a questa metamorfosi?
«
Ho scelto questo titolo per attirare l’attenzione su una nuova forma di intelligenza, quella emotiva. I ragazzi di oggi si presentano spontaneamente dallo psicoterapeuta, dotati di benevolenza e disponibilità nei suoi confronti. Dimentichiamo l’atteggiamento di opposizione e diffidenza di un tempo, che presupponeva il timore di un “complotto” tra medico e genitori. Questa metamorfosi è lo specchio di un nuovo modello educativo. Si è passati dal nascondere al mostrare le emozioni senza remore: colpa, desiderio, peccato, vergogna non sono più tabù. Anche la bellezza viene esibita, per piacere e risultare interessanti, una vera e propria celebrazione del sé per suscitare ammirazione».

Non si rischia un’eccessiva celebrazione dell’«io»? 
«In un certo senso è così. Ora è tempo di successo, visibilità, socialità per mettere in mostra personalità e identità. Siamo di fronte a uno scenario narcisistico in cui la sfida sta però nel riconoscere nell’adolescente narciso non tanto un sintomo, ma al contrario una forma di difesa, un linguaggio che nasconde una profonda domanda di riconoscimento e bisogno di essere amato. Libertà e autonomia: oggi sono i ragazzi a fissare il colloquio con il medico a cui, con estrema spontaneità, vengono raccontati i primi anni di vita, di crescita, le proprie capacità e doti».

Che cosa affiora durante le sedute? 
«Riuscire a fare emergere la propria indole senza timore: parliamo di un modello educativo opposto rispetto a quello di Edipo che doveva nascondere verità, desiderio, fantasia, conflitto, paura, tormento. Questo nuovo modello dice: “Diventa chi sei e mostralo al mondo”. Nel dialogo con lo psicologo i ragazzi pare conoscano bene la propria mente, colma di dubbi, problemi, confusione e ne parlano perché tutto ciò è già oggetto di elaborazione e discussione tra i coetanei, una adolescenza vissuta attraverso il confronto».

«Assolutamente sì, impariamo a guardare i giovani non come un enigma da risolvere, ma come una risorsa da ascoltare. Li abbiamo lasciati più soli, ma loro hanno imparato a conoscersi meglio di noi».

Sono anche più aperti anche a indagare e scoprire la propria identità sessuale? 
«Sono più propensi e desiderosi di mostrare le loro emozioni e raccontare la loro mente anche attraverso il loro corpo e quello dell’altro. Dopo il patriarcato e la crisi dell’autorità paterna, la liberazione dei costumi sessuali non ha influito solo sulla gestione della sessualità ma anche sulla corporeità libera di esprimersi. La fluidità di genere, spesso vissuta come condizione transitoria, può essere letta come un linguaggio evolutivo disponibile per esprimere una identità in trasformazione».

Quali sono i desideri di questi nuovi adolescenti riguardo al futuro? 
«Non parlano più di famiglia come prospettiva, non pensano per forza alla procreazione, al fidanzamento, a ipotecare la propria realizzazione nella conquista di un fidanzato o di una fidanzata, magari ricchi: si basano solo sulle proprie capacità e risorse».

Quali sono i loro punti fermi? 
«La realizzazione avviene attraverso lo studio e il lavoro e l’obiettivo centrale è il sé, la felicità, la visibilità, i soldi posti in primo piano come sostegno indispensabile per realizzarsi e mettere in atto i progetti. Anche il concetto d’amicizia è cambiato: amici e relazione di coppia sono passati in secondo piano, non per forza essenziali nel processo di crescita personale, mentre una volta si cercava la spinta principalmente all’interno del gruppo. Alla scuola, invece, i nuovi giovani chiedono di riorganizzare la speranza e ridare alla cultura e al sapere il volto sorridente della crescita e della libertà personale».

 

 

 

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“Adolescenti intelligenti” intervista per IL POSTO DELLE PAROLE

Intervista a cura di Livio Partiti pubblicata su Il posto delle parole

 

Gustavo Pietropolli Charmet “Adolescenti intelligenti” Mimesis Edizioni www.mimesisedizioni.it (http://www.mimesisedizioni.it)

Gli adolescenti di oggi non sono fragili, ma intelligenti in un modo nuovo: sanno raccontarsi, interrogarsi, cercare le parole giuste per dire chi sono. In questo saggio intenso e illuminante, Gustavo Pietropolli Charmet descrive una generazione che ha imparato a pensare la propria mente: ragazzi e ragazze capaci di affrontare la fluidità dell’identità, la crisi della scuola, il cambiamento dei ruoli familiari. Attraverso storie vere e una scrittura limpida, Charmet restituisce la forza di un’adolescenza consapevole, emotiva e curiosa del mondo. Un invito a guardare i giovani non come un enigma da risolvere, ma come una risorsa viva da ascoltare. Gustavo Pietropolli Charmet, specializzato in psichiatria, è uno dei più importanti psicoterapeuti italiani, esperto dell’età dello sviluppo e dell’adolescenza. Già primario di servizi psichiatrici e docente di Psicologia dinamica presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca, ha contribuito a fondare l’Istituto Minotauro di Milano, presso il quale ancora insegna. Per Mimesis ha pubblicato Adolescenti misteriosi (2024).

IL POSTO DELLE PAROLE
ascoltare fa pensare

www.ilpostodelleparole.it

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“Adolescenti intelligenti” con ECM

IL LIBRO DI GUSTAVO PIETROPOLLI CHARMET  ”ADOLESCENTI INTELLIGENTI” (Mimesis Edizioni)  È ACCREDITATO ECM

PRESENTAZIONE DEL LIBRO 

Gli adolescenti di oggi non sono fragili, ma intelligenti in un modo nuovo: sanno raccontarsi, interrogarsi e cercare le parole giuste per esprimere chi sono.

In Adolescenti intelligenti, Gustavo Pietropolli Charmet offre uno sguardo profondo e attuale sul mondo dell’adolescenza contemporanea. Attraverso storie vere, riflessioni cliniche e una scrittura chiara e coinvolgente, l’autore descrive una generazione capace di affrontare la complessità dell’identità, le trasformazioni della scuola e il cambiamento dei rapporti familiari.

Destinatari

Il libro è rivolto a PsicologiPsicologi PsicoterapeutiMedici PsichiatriMedici PsicoterapeutiMedici Neuropsichiatri InfantiliTecnici della Riabilitazione Psichiatrica, laureati e laureandi, provenienti da qualsiasi università italiana o straniera equipollente.

CREDITI ECM

Lo studio del libro consente di acquisire 10 ECM  (per il triennio ECM: 2026/2028)
Il test ECM deve essere completato entro giugno 2027.

LIBRO ECM

Come funziona

Per ottenere i crediti, dopo aver acquistato il libro ECM (spedizione gratuita), è necessario fare il test ECM online entro e non oltre giugno 2027. Il superamento del test dà diritto a 10 crediti formativi.

Prezzo 

€ 50,00

Per informazioni

In collaborazione con

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Su “Adolescenti intelligenti”: “Raccontare e raccontarsi. Sei giovani non sono solo un enigma da risolvere

 

Grazie a Linkiesta per aver pubblicato un breve estratto dal nuovo libro di Gustavo Pietropolli Charmet Adolescenti intelligenti, Mimesis Edizioni.

Alice ha diciassette anni, è una ragazza bella e intelligente. I genitori sono separati da quando ne aveva quattro e lei vive con la madre, che lavora in banca, tutt’ora single e con varie storie senza stabilità. Il padre invece, dopo la separazione, ha lasciato il lavoro e si è trasferito nel suo paese natale in campagna, dove ha aperto un’attività agrituristica con la nuova compagna. Alice ha un buon rapporto con il padre, che vede con piacere a weekend alterni e con il quale trascorre anche parte delle vacanze estive e invernali. Ha invece una relazione più complicata con la madre, che è ansiosa per il peso che sente nel gestire da sola la figlia, la quale ha dato qualche problema dall’età scolare. [...]

Un estratto più ampio è disponibile su Linkiesta

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Su “Adolescenti intelligenti”: Cosa non stiamo capendo dei ragazzi di oggi (ovvero praticamente tutto)



Grazie a Raffaella Serini per la recensione di Adolescenti intelligenti, Wired, 28.05.2026

Raccontare i ragazzi di oggi, Gen Z e Gen Alpha, come una generazione smarrita è ormai consuetudine. Giovani e adolescenti vengono genericamente descritti come troppo fragili, troppo esposti, troppo insicuri; dipendenti dai social, schiacciati dall’ansia, incapaci di tollerare la frustrazione e affrontare i fallimenti, confusi sul proprio corpo e la propria identità. Una narrazione perennemente in bilico tra il moralismo, il paternalismo e la nostalgia per un’adolescenza “autentica” che forse non è mai davvero esistita.

Nel suo nuovo libro Adolescenti intelligenti (Mimesis, €12), lo psichiatra e psicoterapeuta Gustavo Pietropolli Charmet prova a ribaltare completamente questa prospettiva.

E lo fa con l’autorevolezza di chi osserva adolescenti da oltre cinquant’anni, nel corso dei quali ha fondato realtà come l’Istituto Minotauro, centro milanese dedicato allo studio e al supporto dei ragazzi e delle loro famiglie. La tesi di Charmet è semplice e radicale allo stesso tempo: gli adolescenti contemporanei non sono “peggiori” o più deboli delle generazioni precedenti, sono intelligenti in un modo tutto nuovo. Ossia: non nel senso tradizionale della performance e del rendimento, ma per la capacità di esplorare sé stessi, nominare le emozioni, interrogarsi sulla propria dimensione più profonda, cercare relazioni autentiche e meno conflittuali o gerarchiche. “Hanno imparato a esprimere ogni minima vibrazione del loro sentire”, scrive nel suo saggio l’esperto. Persino quella che gli adulti chiamano con sospetto “fluidità di genere”, nel libro viene intesa come “una forma originale di avvicinamento alle sorgenti simboliche profonde del maschile e del femminile” e non come sintomo di uno smarrimento. È questo il punto più interessante del saggio: Charmet non nega il disagio adolescenziale – sarebbe impossibile farlo – ma rifiuta l’idea che ogni trasformazione debba essere automaticamente interpretata come un problema. Secondo lo psichiatra, invece, molti comportamenti che gli adulti leggono come segnali di crisi possono essere interpretati come il risultato di un cambiamento culturale profondo che riguarda il modo di vivere le relazioni, il corpo, l’autorità e anche la scuola.

Nel capitolo dedicato all’educazione, ad esempio, il bersaglio non sono gli studenti, ma un sistema scolastico rimasto fermo mentre tutto il mondo intorno cambiava. La scuola attuale è in crisi perché non si è mai evoluta”, scrive diretto Charmet. I ragazzi, sostiene, non sopportano più un modello basato sul timore, il giudizio e la pura prestazione. Ma non per questo rifiutano il sapere, semmai rifiutano il dispositivo disciplinare attraverso cui viene imposto. È un passaggio che colpisce perché arriva in un momento storico in cui la retorica pubblica sembra andare nella direzione opposta: si moltiplicano gli allarmi sui giovani violenti e “senza limiti” e, di conseguenza, si oscilla tra la nostalgia dell’autorità e il desiderio di maggior controllo. Più voti, più disciplina, più punizioni, più divieti. Charmet, invece, propone qualcosa che è quasi oltraggioso se paragonato al clima attuale (ma che lui definisce idilliacamente “un sogno”): un’alleanza educativa fondata sulla collaborazione fra generazioni. Una scuola meno caserma e più “stanza delle parole”, dove docenti e studenti possano riconoscersi reciprocamente, “per governare l’energia e l’entusiasmo dei giovani verso lo studio autonomo, motivato e creativo“.

Attenzione, però: da parte di Charmet non c’è una idealizzazione romantica dell’adolescenza contemporanea. Anzi, il suo libro è permeato di malinconia, mentre descrive adolescenti spesso attraversati dalla noia, dalla vergogna, dalla paura di non essere abbastanza. Ma anche qui introduce una distinzione fondamentale: la sofferenza dei ragazzi di oggi non nasce dalla colpa – come accadeva un tempo – bensì dalla vergogna. Ed è una trasformazione enorme, che attraversa soprattutto il modo di vivere i ruoli (in crisi) dentro e fuori la famiglia. In questo scenario, gli adolescenti finiscono per assorbire le stesse logiche della società della prestazione che attraversano gli adulti – il bisogno di essere speciali, competenti, desiderabili, sempre all’altezza – ma con la tecnologia che amplifica tutto. Perché è ovviamente impossibile leggere Gen Z e Gen Alpha senza parlare delle piattaforme: l’ansia adolescenziale non l’hanno inventata i social, ma sono questi ad averla trasformata in un ecosistema permanente, dove ogni emozione diventa contenuto, ogni insicurezza può essere misurata, ogni fragilità rischia di essere esposta pubblicamente. E la vergogna, appunto, diventa sociale, visibile, algoritmica. Eppure sarebbe troppo facile fermarsi qui e concludere che Internet abbia semplicemente “rovinato” gli adolescenti. Charmet suggerisce qualcosa di più complesso e al tempo stesso disarmante: la stessa generazione cresciuta dentro piattaforme ipercompetitive è anche quella che ha sviluppato una sensibilità nuova verso la salute mentale, le relazioni tossiche, il consenso, la terapia, il linguaggio emotivo. Ragazzi e ragazze che magari faticano a stare al mondo, stanno anche imparando a raccontarsi meglio di molte generazioni precedenti. A questo proposito, è significativo che la terapia non venga mai raccontata come uno stigma, ma sia anzi considerata un atto di intelligenza relazionale ed emotiva. In uno dei passaggi più intensi, Charmet racconta di un ragazzo coinvolto nella tossicodipendenza che trova il coraggio di rivolgersi agli adulti “superando la paura dei rimproveri”. Ed è forse proprio questo il vero cambio di paradigma che Adolescenti intelligenti prova a raccontare: l’idea che vulnerabilità e consapevolezza non siano opposti, e che una generazione apparentemente più fragile sia in realtà molto più allenata a interrogarsi su ciò che prova. In un’epoca ossessionata dalla velocità, dalla prestazione e dall’efficienza, dunque, il libro di Charmet mette nero su bianco quasi qualcosa di quasi “controculturale”: prova a guardare i più giovani senza il riflesso automatico dell’allarme, ma come portatori di un cambiamento sano che gli adulti faticano ancora ad accettare.

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Fahrenheit, Rai radio 3: “Fahrescuola | Il supporto psicologico agli studenti”

Intervengo a Fahrenheit, Rai Radio 3 a proposito di AscoltaMI,  il nuovo servizio di supporto psicologico agli studenti, voluto dal MIM, in collaborazione con il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi. È possibile ascoltare l’intervista su  www.raiplaysound.it 

Ne parlo anche in relazione al mio ultimo libro “Adolescenti intelligenti” (Mimesi edizioni). Gli adolescenti di oggi sono intelligenti in un modo nuovo: sanno raccontarsi, interrogarsi, cercare le parole giuste per dire chi sono. Una generazione che ha imparato a pensare la propria mente. Ragazzi e ragazze capaci di affrontare la fluidità dell’identità, la crisi della scuola, il cambiamento dei ruoli familiari.

 

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“Adolescenti intelligenti”, il nuovo libro di Gustavo Pietropolli Charmet

Gustavo Pietropolli Charmet

ADOLESCENTI INTELLIGENTI

Gli adolescenti di oggi, tra fragilità, consapevolezza e nuovi linguaggi.

Edizioni Mimesis

“Da più di cinquant’anni il mio mestiere consiste nell’effettuare colloqui psicologici con adolescenti e giovani adulti. Qui ho potuto osservare, nel tempo, le evoluzioni delle diverse generazioni di ado- lescenti, i mutamenti della società, come anche la trasformazione dei ruoli genitoriali. È sulla base di questa esperienza professionale, umana e personale, che mi sono sentito autorizzato a riportare nelle pagine di questo libro alcune considerazioni alla luce dei più recenti cambiamenti che ho potuto osservare da vicino.”

Gli adolescenti di oggi non sono fragili, ma intelligenti in un modo nuovo: sanno raccontarsi, interrogarsi, cercare le parole giuste per dire chi sono.
In questo saggio intenso e illuminante, è descritta una generazione che ha imparato a pensare la propria mente: ragazzi e ragazze capaci di affrontare la fluidità dell’identità, la crisi della scuola, il cambiamento dei ruoli familiari. Attraverso storie vere e una scrittura limpida, la forza di un’adolescenza consapevole, emotiva e curiosa del mondo. Un invito a guardare i giovani non come un enigma da risolvere, ma come una risorsa viva da ascoltare.

Pagine 126
Prezzo 12 euro
Collana Inneschi
ISBN 9791222314549
MIMESIS EDIZIONI www.mimesisedizioni.it

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EMiT Feltrinelli ETS: “Milano Street Lab”, Milano, 27 maggio 2026

Milano Street Lab, progetto di educativa di strada del Comune di Milano in collaborazione con EMiT Feltrinelli ETS, è un percorso di formazione rivolto alle educatrici e agli educatori di strada che lavorano con adolescenti sul territorio milanese.

Il progetto si articola in tre incontri – giovedì 16 aprile, giovedì 14 maggio e mercoledì 27 maggio – presso la sede di Emit Feltrinelli ETS  in piazzale Cantore 10, Milano.

Per informazioni: www.emitfeltrinelli.it  mail: didattica@emitfeltrinelli.it

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Presentazione del libro “Riparare l’infanzia”, 26 maggio 2026, Milano

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