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	<title>Prof. Gustavo Pietropolli Charmet &#187; autoreclusione</title>
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		<title>Presentazione del libro &#8220;Dall&#8217;autoreclusione al ritorno alla vita&#8221;, 7 maggio 2022, Cesano Maderno (MB)</title>
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		<pubDate>Mon, 02 May 2022 13:07:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pietropolli charmet</dc:creator>
				<category><![CDATA[Iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Presentazione]]></category>
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		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p><a href="http://www.pietropollicharmet.it/blog/?attachment_id=8991" rel="attachment wp-att-8991"><img class="alignleft size-full wp-image-8991" title="locandina_presentazione-7-maggio" src="http://www.pietropollicharmet.it/blog/wp-content/uploads/2022/05/Locandina_presentazione-7-maggio3.jpg" alt="" width="2479" height="3508" /></a></p>
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		<title>&#8220;Dall&#8217;autoreclusione al ritorno alla vita&#8221; in libreria</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Mar 2022 09:46:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pietropolli charmet</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[Presentazione]]></category>
		<category><![CDATA[autoreclusione]]></category>

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		<description><![CDATA[È disponibile in libreria e online Dall&#8217;autoreclusione al ritorno alla vita,  a cura di Barbara Rossi per cui ho avuto il piacere di scrivere un contributo. L’autoreclusione, ovvero la tendenza a chiudersi in se stessi in qualsiasi ambiente ci si &#8230; <a href="https://www.pietropollicharmet.it/blog/?p=8886">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p>È disponibile in libreria e online <em><strong>Dall&#8217;autoreclusione al ritorno alla vita</strong>, </em> a cura di Barbara Rossi per cui ho avuto il piacere di scrivere un contributo.</p>
<p>L’autoreclusione, ovvero la tendenza a chiudersi in se stessi in qualsiasi ambiente ci si trovi a vivere, è una pratica purtroppo molto diffusa. Conoscerla è il primo passo per superarla. Per questo Leggere Libera-Mente ha promosso un Concorso internazionale di Scrittura fin dal 2014, un concorso che ha anticipato, tra l&#8217;altro, i tempi del coronavirus, dove la reclusione forzata ha riguardato tutti.</p>
<p>Il libro raccoglie i testi e interventi di specialisti per riflettere su questo fenomeno che abbiamo sperimentato tutti  durante la pandemia: tra reclusione e autoreclusione non c&#8217;è molta differenza in termini psicologici, emotivi, relazionali, cognitivi, benché le motivazioni all&#8217;origine siano diverse. Un motivo in più, quindi, per dar voce a quanto vissuto in queste due condizioni.</p>
<p><a href="http://www.pietropollicharmet.it/blog/?attachment_id=8888" rel="attachment wp-att-8888"><img class="alignleft size-full wp-image-8888" title="dallautoreclusione-al-ritorno-2021-copertina-1" src="http://www.pietropollicharmet.it/blog/wp-content/uploads/2022/03/Dall’autoreclusione-al-ritorno-2021-copertina-11.jpg" alt="" width="882" height="595" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Il libro sarà presentato sabato 26 marzo 2022, alle ore 17.00 alla Casa delle Arti &#8211;  Spazio Alda Merini in via Magolfa 30 a Milano (fermata MM Porta Genova)</strong></p>
<p>Interverranno la curatrice del libro <strong>Barbara Rossi </strong>(psicologa psicoterapeuta, responsabile di Leggere Libera-Mente), <strong>Francesco Maisto </strong>(Garante dei diritti delle persone private della libertà del Comune di Milano), <strong>Donatella Massimilla </strong>(direttrice artistica Cetec Spazio Alda Merini), <strong>Paola Maffeis </strong>(psicologa psicoterapeuta), <strong>Marilisa Dulbecco </strong>(insegnante). Modererà l’incontro il giornalista <strong>Stefano Natoli.                         </strong>Parteciperanno all’evento alcuni <strong>detenuti-corsisti  del laboratorio Leggere Libera-Mente, attivo nella Casa di Reclusione di Milano-Opera                                  </strong></p>
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		<title>&#8220;Il banco vuoto&#8221;, spettacolo e dibattito, 13 maggio, Carcere di Opera (Milano)</title>
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		<pubDate>Sun, 03 May 2015 08:05:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pietropolli charmet</dc:creator>
				<category><![CDATA[Iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenza]]></category>
		<category><![CDATA[autoreclusione]]></category>
		<category><![CDATA[Hikikomori]]></category>

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		<description><![CDATA[In Italia 30mila casi di “autoreclusi” che vivono solo la realtà virtuale .La sindrome di Hikikomori, misconosciuta ma sempre più diffusa, porta a chiudersi in casa per rifugiarsi nella realtà virtuale   Nel nostro Paese sono circa 240 mila ragazzi tra &#8230; <a href="https://www.pietropollicharmet.it/blog/?p=3744">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p><a href="http://www.pietropollicharmet.it/blog/?attachment_id=3751" rel="attachment wp-att-3751"><img class="aligncenter size-full wp-image-3751" title="Locandina-il-banco-vuoto" src="http://www.pietropollicharmet.it/blog/wp-content/uploads/2015/04/Locandina-il-banco-vuoto1.jpg" alt="" width="3499" height="4555" /></a></p>
<h4><strong>In Italia 30mila casi di “autoreclusi” che vivono solo la realtà virtuale<em> .</em><span style="color: #000000;">La sindrome di Hikikomori, misconosciuta ma sempre più diffusa, porta a chiudersi in casa per rifugiarsi nella realtà virtuale  </span></strong></h4>
<h4> <em><strong></strong></em>Nel nostro Paese sono circa <strong>240 mila ragazzi</strong> tra gli 11 e i 16 anni che trascorrono mediamente più di tre ore al giorno davanti al computer e sono già circa <strong>30mila </strong>i casi accertati di sindrome di Hikikomori. È quanto il dato allarmante che emerge dati della Fnomceo, la Federazione italiana degli ordini dei medici.<strong></strong><strong><em></em></strong></h4>
<h4><strong></strong>Un fenomeno scoperto in Giappone e che ora si è esteso in tutto il mondo. Il “ritiro sociale acuto”, come viene chiamato dagli psichiatri occidentali, ha spesso origine, tra i giovani, nelle difficoltà relazionali con la famiglia, i compagni di classe, le persone dell’altro sesso, e porta a un pericoloso isolamento totale che trova sollievo solo nella realtà virtuale.</h4>
<h4> E proprio a questo problema è dedicato <strong>“Il banco vuoto”<em> </em></strong>lo spettacolo teatrale che sarà rappresentato dalla <strong>Compagnia Magnoli Piotti</strong> mercoledì <strong>13 maggio</strong>, <strong>alle ore 10</strong>, <strong>nel carcere di Opera</strong>. Lo spettacolo, organizzato grazie all’iniziativa di <strong>Cisproject-Leggere Libera-Mente</strong> &#8211; associazione culturale che si propone di favorire il reinserimento nella cosiddetta società civile – e della casa di reclusione di <strong>Milano Opera</strong>, è tratto dal <strong>libro di Antonio Piotti “Il banco vuoto” (Diario di un adolescente in estrema reclusione) </strong>e sarà seguito da un incontro e un dibattito con il professor <strong>Gustavo Pietropoli Charmet</strong>, tra i principali psichiatri e psicoterapeuti italiani.</h4>
<h4>“Il banco vuoto” racconta la storia di Enrico, un ragazzo che ha trascorso sei anni della sua vita – tra i 15 e i 21 – chiuso in casa perché affetto dalla sindrome di <strong>Hikikomori, </strong>che porta a isolarsi senza vita sociale per immergersi tutto il giorno solo nella realtà virtuale, come anticipa il video:<strong></strong><a href="https://www.youtube.com/watch?v=OlebYuavM5c "><strong>https://www.youtube.com/watch?v=OlebYuavM5c</strong><strong> </strong></a></h4>
<h4><strong></strong>“Siamo molto felici di portare questa rappresentazione all’interno del carcere di Opera – spiega Barbara Rossi di <strong>Cisproject-Leggere Libera-Mente – </strong>Il problema<strong> </strong>dell’autoreclusione è infatti<strong> </strong>molto attuale nella nostra società. La possibilità di discuterne all’interno di un luogo dove manca la libertà consentirà, inoltre, di fare riflessioni interessanti sui diversi concetti di reclusione, con il coinvolgimento anche dei detenuti. E per parlare delle conseguenze drammatiche a cui può portare l’autoreclusione, con l’occasione lanceremo anche un concorso letterario su questo tema ancora misconosciuto”.Ulteriori informazioni sono disponibili all’indirizzo <strong><a href="http://www.leggereliberamente.it">www.leggereliberamente.it</a>.</strong></h4>
<h4></h4>
</div>]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;Il banco vuoto&#8221; adolescenti e autoreclusione. Spettacolo e dibattito al Carcere di Opera, 13 maggio 2015</title>
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		<comments>https://www.pietropollicharmet.it/blog/?p=3760#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2015 10:34:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pietropolli charmet</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenza]]></category>
		<category><![CDATA[autoreclusione]]></category>
		<category><![CDATA[Hikikomori]]></category>

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		<description><![CDATA[In Italia 30mila casi di “autoreclusi” che vivono solo la realtà virtuale  La sindrome di Hikikomori, misconosciuta ma sempre più diffusa, porta a chiudersi in casa per rifugiarsi nella realtà virtuale  Nel nostro Paese sono circa 240 mila ragazzi tra &#8230; <a href="https://www.pietropollicharmet.it/blog/?p=3760">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p align="center"><strong>In Italia 30mila casi di “autoreclusi” che vivono solo la realtà virtuale</strong></p>
<p><strong> <em>La sindrome di Hikikomori, misconosciuta ma sempre più diffusa, porta a chiudersi in casa per rifugiarsi nella realtà virtuale  </em></strong></p>
<p>Nel nostro Paese sono circa <strong>240 mila ragazzi</strong> tra gli 11 e i 16 anni che trascorrono mediamente più di tre ore al giorno davanti al computer e sono già circa <strong>30mila </strong>i casi accertati di sindrome di Hikikomori. È quanto il dato allarmante che emerge dati della Fnomceo, la Federazione italiana degli ordini dei medici.<strong> </strong></p>
<p><strong><em> </em></strong>Un fenomeno scoperto in Giappone e che ora si è esteso in tutto il mondo. Il “ritiro sociale acuto”, come viene chiamato dagli psichiatri occidentali, ha spesso origine, tra i giovani, nelle difficoltà relazionali con la famiglia, i compagni di classe, le persone dell’altro sesso, e porta a un pericoloso isolamento totale che trova sollievo solo nella realtà virtuale.</p>
<p>E proprio a questo problema è dedicato <strong>“Il banco vuoto”<em> </em></strong>lo spettacolo teatrale che sarà rappresentato dalla <strong>Compagnia Magnoli Piotti</strong> mercoledì <strong>13 maggio</strong>, <strong>alle ore 10, nel carcere di Opera.</strong></p>
<p>Lo spettacolo, organizzato grazie all’iniziativa di <strong>Cisproject-Leggere Libera-Mente</strong> &#8211; associazione culturale che si propone di favorire il reinserimento nella cosiddetta società civile – e della casa di reclusione di <strong>Milano Opera</strong>, è tratto dal <strong>libro di Antonio Piotti “Il banco vuoto” (Diario di un adolescente in estrema reclusione) </strong>e sarà seguito da un incontro e un dibattito con il professor <strong>Gustavo Pietropoli Charmet</strong>, tra i principali psichiatri e psicoterapeuti italiani.</p>
<p>“Il banco vuoto” racconta la storia di Enrico, un ragazzo che ha trascorso sei anni della sua vita – tra i 15 e i 21 – chiuso in casa perché affetto dalla sindrome di <strong>Hikikomori, </strong>che porta a isolarsi senza vita sociale per immergersi tutto il giorno solo nella realtà virtuale, come anticipa il video:<strong></strong><a href="https://www.youtube.com/watch?v=OlebYuavM5c "><strong>https://www.youtube.com/watch?v=OlebYuavM5c</strong><strong> </strong></a></p>
<p><strong> Allo spettacolo teatrale &#8211; che ha quale attore protagonista Diego Violante ed è diretto da Maria Sara Mignolli -  <span style="text-decoration: underline; color: #000000;">è possibile partecipare inviando entro il 26 aprile copia del documento d’identità all’indirizzo e-mail segreteria.organizzativallm@gmail.com.</span></strong></p>
<p>“Siamo molto felici di portare questa rappresentazione all’interno del carcere di Opera – spiega Barbara Rossi di <strong>Cisproject-Leggere Libera-Mente – </strong>Il problema<strong> </strong>dell’autoreclusione è infatti<strong> </strong>molto attuale nella nostra società. La possibilità di discuterne all’interno di un luogo dove manca la libertà consentirà, inoltre, di fare riflessioni interessanti sui diversi concetti di reclusione, con il coinvolgimento anche dei detenuti. E per parlare delle conseguenze drammatiche a cui può portare l’autoreclusione, con l’occasione lanceremo anche un concorso letterario su questo tema ancora misconosciuto”.</p>
<p>Ulteriori informazioni sono disponibili all’indirizzo <a href="http://  COMUNICATO STAMPA  In Italia 30mila casi di “autoreclusi” che vivono solo la realtà virtuale  La sindrome di Hikikomori, misconosciuta ma sempre più diffusa, porta a chiudersi in casa per rifugiarsi nella realtà virtuale    Milano, 16 aprile 2015 – Nel nostro Paese sono circa 240 mila ragazzi tra gli 11 e i 16 anni che trascorrono mediamente più di tre ore al giorno davanti al computer e sono già circa 30mila i casi accertati di sindrome di Hikikomori. È quanto il dato allarmante che emerge dati della Fnomceo, la Federazione italiana degli ordini dei medici.   Un fenomeno scoperto in Giappone e che ora si è esteso in tutto il mondo. Il “ritiro sociale acuto”, come viene chiamato dagli psichiatri occidentali, ha spesso origine, tra i giovani, nelle difficoltà relazionali con la famiglia, i compagni di classe, le persone dell’altro sesso, e porta a un pericoloso isolamento totale che trova sollievo solo nella realtà virtuale.   E proprio a questo problema è dedicato “Il banco vuoto” lo spettacolo teatrale che sarà rappresentato dalla Compagnia Magnoli Piotti mercoledì 13 maggio, alle ore 10, nel carcere di Opera.   Lo spettacolo, organizzato grazie all’iniziativa di Cisproject-Leggere Libera-Mente - associazione culturale che si propone di favorire il reinserimento nella cosiddetta società civile – e della casa di reclusione di Milano Opera, è tratto dal libro di Antonio Piotti “Il banco vuoto” (Diario di un adolescente in estrema reclusione) e sarà seguito da un incontro e un dibattito con il professor Gustavo Pietropoli Charmet, tra i principali psichiatri e psicoterapeuti italiani.   “Il banco vuoto” racconta la storia di Enrico, un ragazzo che ha trascorso sei anni della sua vita – tra i 15 e i 21 – chiuso in casa perché affetto dalla sindrome di Hikikomori, che porta a isolarsi senza vita sociale per immergersi tutto il giorno solo nella realtà virtuale, come anticipa il video: https://www.youtube.com/watch?v=OlebYuavM5c     Allo spettacolo teatrale - che ha quale attore protagonista Diego Violante ed è diretto da Maria Sara Mignolli -  è possibile partecipare inviando entro il 26 aprile copia del documento d’identità all’indirizzo e-mail segreteria.organizzativallm@gmail.com.  “Siamo molto felici di portare questa rappresentazione all’interno del carcere di Opera – spiega Barbara Rossi di Cisproject-Leggere Libera-Mente – Il problema dell’autoreclusione è infatti molto attuale nella nostra società. La possibilità di discuterne all’interno di un luogo dove manca la libertà consentirà, inoltre, di fare riflessioni interessanti sui diversi concetti di reclusione, con il coinvolgimento anche dei detenuti. E per parlare delle conseguenze drammatiche a cui può portare l’autoreclusione, con l’occasione lanceremo anche un concorso letterario su questo tema ancora misconosciuto”.   Ulteriori informazioni sono disponibili all’indirizzo www.leggereliberamente.it  Contatti: Ufficio Stampa Cisproject-Leggere-Libera-Mente, e-mail davgrassi@libero.it, cell. 339.4307749"><strong>www.leggereliberamente.it</strong></a> Contatti: Ufficio Stampa Cisproject-Leggere-Libera-Mente, e-mail davgrassi@libero.it, cell. 339.4307749</p>
<p>&nbsp;</p>
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